Un concorso indetto dal Guardian per il peggior divulgatore dell’anno. Il “trofeo” sarà assegnato nel corso del 2009 a chi riesca a collezionare il maggior numero di falsità, distorsioni e falsificazioni, in un singolo articolo, documentario, intervista, dichiarazione o conferenza, sui cambiamenti climatici.
Al lancio “l’ambito e prestigioso” premio Christofer Booker per le “sciocchezze” sui cambiamenti climatici. L’iniziativa parte dalle pagine del blog del noto attivista ambientale George Monbiot, editorialista del Guardian: “Il trofeo sarà assegnato nel corso del 2009 a chiunque riesca a collezionare il maggior numero di falsità, distorsioni e falsificazioni, in un singolo articolo, documentario, intervista, dichiarazione o conferenza, sui cambiamenti climatici”.

Il fortunato vincitore potrà portare a casa un “meraviglioso” (nella foto) trofeo interamente confezionato con materiali riciclabili, oltre al supporto “very minimal” del quotidiano inglese per una trasferta in solitaria di sola andata in kayak al Polo nord: così da conquistare insieme al premio il privilegio di valutare personalmente lo scioglimento dei ghiacci.

Il tutto potrebbe sembrare una semplice provocazione, invece Monbiot avvisa i partecipanti che l’andamento delle candidature sarà aggiornato sulle pagine del blog, dove sarà lui stesso a decretare il vincitore. Al quale le regole del gioco avranno fatto acquisire un punto per ogni “sciocchezza” collezionata e un punto in meno per ogni autorevole e verificabile smentita. Il contenuto dovrà essere disponibile per il vaglio su internet.

Christofer Booker è un editorialista del Sunday Telegraph che Monbiot ha ferocemente attaccato per la “disonestà intellettuale” dimostrata nell’argomentare molte delle sue tesi, non solo ambientali. Probabilmente l’iniziativa non sarà plaudita all’unanimità per il suo valore oggettivo, ma dal numero di commenti pervenuti sul quotidiano, non c’è dubbio che “George il provocatore” sia riuscito ancora una volta nell’impresa di attirare l’attenzione dei lettori e infiammare il dibattito sul tema.
© Barbara Lomonaco