Fortress of S. Filipe – Santiago

Spiagge bianche, vento teso e sole tutto l’anno. Queste le caratteristiche cui ambiscono i turisti in arrivo a Capo Verde, uno dei cinque arcipelaghi delle Macaronesia che comprende Azzorre, Madera, le Canarie e le Selvagge, riserva nazionale portoghese. Comodo scalo per le navi in rotta tra il vecchio continente e l’America, Cabo Verde ha da sempre ospitato popolazioni miste provenienti dall’Europa e dall’Africa che condividono una antica lingua comune, il “creolo capoverdiano”. Si professano musulmani, buddisti ma soprattutto cristiani cattolici con una forte presenza di elementi delle religioni animiste africane.

Per preservare questo prezioso sincretismo religioso una folta comunità, fin dal 1940, quando la chiesa cattolica portoghese inviò i suoi emissari sulle isole, si ribellò alle nuove regole liturgiche e ai nuovi insegnamenti imposti. Molti continuarono a rispettare le antiche tradizioni lontano da occhi indiscreti ritirandosi nelle zone montuose difficilmente raggiungibili dell’isola di Santiago. Ancora oggi i Rabelados, dal portoghese rebelados (ribelli), vivono in piccole comunità dell’isola attorno a Tarrafal e Santa Cruz, difendendo la propria indipendenza. Abitano in piccoli, spartani alloggi rifiutando la modernità e i suoi elementi distintivi come radio e televisione, praticando agricoltura e pesca di sussistenza. Il sabato e la domenica sono dedicati alle cerimonie religiose che cominciano con il digiuno e proseguono attraverso i lunghi sentieri montuosi che conducono ai luoghi di culto.

Per chi arrivasse sulle isole a inizio anno, Tarrafal celebra il suo giorno il 15 gennaio: musica, danza e artisti da tutto l’arcipelago.

© Barbara Lomonaco, pubblicato su La Nuova Ecologia a ottobre 2012.

Info: http://www.capeverde-tours.com/