Come per Patrick Swayze in Point Break, il celebre film di Kathryn Bigelow, il sogno di ogni surfista è cavalcare l’onda perfetta. Il popolo dei surfers è sempre alla ricerca di luoghi dove il vento soffia, il mare si gonfia e si “vola” sulle onde lontano da spiagge affollate. Come spesso accade con l’arrivo del turismo, anche i surfisti portano con loro insieme alle tavole da surf alcuni “effetti collaterali”: infrastrutture turistiche e servizi dedicati che spesso espropriano le comunità locali dei vantaggi economici di cui dovrebbero godere. Ma a Lobitos, sulla costa pacifica del Perù, il “vento sta girando”.

WAVES for Development, è l’iniziativa nata da un gruppo di surfers arrivati con la convinzione che il futuro della cittadina appartenesse alla sua comunità. Da poco più di due anni i volontari dell’organizzazione tengono corsi di nuoto, surf, inglese, fotografia, riparazione e manutenzione delle tavole, gestione ambientale, imprenditoria sociale. Recentemente hanno sviluppato anche iniziative di microcredito per aiutare gli imprenditori che vogliano inserirsi nell’industria del turismo. E, tra un’onda e l’altra, i surfisti hanno anche girato un documentario. CAPTURE: A WAVES Documentary.

Per chi volesse prendere parte ai programmi di volontariato di WAVES, il primo e il terzo fine settimana di ogni mese inizia un nuovo corso. I nuovi istruttori o assistenti prendono parte alle lezioni nel campo di loro competenza e soggiornano presso una famiglia locale condividendo i pasti con gli altri volontari. Lasciata la spiaggia, la cittadina offre di più: si possono visitare le grotte dell’area, uscire in barca per battute di pesca con i pescadores locali o visitare Negritos, il punto più occidentale del Sudamerica con suoi fenicotteri. Lobitos è all’estremo nord del paese prima del confine con l’Ecuador.

Pubblicato su La Nuova Ecologia a ottobre 2010

© Barbara Lomonaco

Info: www.wavesfordevelopment.org/