Chi non ha letto almeno una volta delle mirabolanti avventure di Mister No? Eroe dei fumetti, emigra in Brasile nel secondo dopoguerra in cerca di pace e tranquillità. Vive accompagnando i turisti, tra guai ed esotiche avventure, nel cuore della foresta pluviale amazzonica. Il suo migliore amico è Esse-Esse, la sua casa la misteriosa Manaus. E’ da lì che bisogna partire per raggiungere la Riserva di Xixuaú – Xipariná, un’area di 172.000 ettari di foresta primaria che l’Associazione Amazonia protegge dal ‘92.

L’Ong, a nazionalità mista, si impegna a promuovere lo sviluppo sostenibile delle popolazioni locali: crescita economica senza degrado ambientale. Parte dei suoi progetti di conservazione sono finanziati attraverso il turismo, non più di cento ospiti all’anno, un’idea che è partita nel 2004 in collaborazione con varie università tra cui quella di Milano. La riserva si trova 500 chilometri a nord-est di Manaus, nella parte più meridionale dello stato di Roraima e 70 chilometri dall’equatore. Gli ospiti, piccoli gruppi di 6, 15 persone massimo, sono accolti dagli indios, Caboclos, e condotti in battello lungo il fiume Rio Negro e Rio Jauperi . Per raggiungere l’area sono necessari due giorni. Arrivati a Xixuaú si dorme in Malocas, abitazioni di legno e paglia costruite in stile tradizionale. Le giornate sono dedicate alla pesca e al birdwatching, alle escursioni in canoa e alle passeggiate in foresta, dove le abilissime guide accompagnano i visitatori alla scoperta di alcune tra le molte specie di animali presenti: lamantini, delfini rosa, scimmie ragno e persino giaguari. Nel corso degli ultimi anni la fauna locale è notevolmente aumentata e dal 2000 è nato uno specifico progetto di ricerca in difesa della lontra gigante, quale specie altamente vulnerabile.

Il turismo consente ai Coboclos di restare a vivere nella loro terra e agli ospiti di conoscere la foresta come fonte di vita, un’ esperienza unica in cui realtà, mistero e avventura si fondono. Proprio come nelle storie di Mister No.

© Barbara Lomonaco

Pubblicato su La Nuova Ecologia. Info: www.amazonia.org/