Non fischiare in una stanza o in una iurta. Rompere il pane con le mani e non tagliarlo con il coltello. Non mangiare con la mano sinistra. Dormire con i piedi verso l’uscita. Raccogliere il cibo accidentalmente caduto in terra e metterlo dove gli uccelli possano trovarlo.

Queste alcune delle regole di buona condotta suggerite durante l’incontro con i nomadi Kirghisi, il popolo di origine turca che vive tutto l’anno nelle alte valli dell’Asia centrale affrontandone i rigidi inverni. Per incontrarli bisogna spingersi fino al Wakhan Corridor, il nome di un’area geografica dell’Afghanistan orientale, lunga circa 220 km e larga fino a 64, che separa il paese da Tagikistan e Pakistan unendolo alla Cina più a est.

Sorvegliato dalle alte vette dell’Hindu Kush a sud, il “corridoio” ha sempre rappresentato una importante via commerciale tra le regioni che vantano il passo più alto del mondo: il Wakhjir, 4923 metri. Un’area difficile, remota e priva di infrastrutture che promette panorami indimenticabili ed immutati fin dai tempi delle esplorazioni di Alessandro Magno.

Secret Compass propone un viaggio di 22 giorni nei territori ricchi di pascolo dove i popoli nomadi trascorrono i mesi estivi con il bestiame, conservando lo stile di vita originario. La società è stata fondata pochi anni fa da appassionati viaggiatori con un passato militare che studiano itinerari estremi fuori dalle rotte del turismo. Si tratta di un percorso a cavallo e a piedi inadatto ai “deboli di cuore” che include 12 giorni consecutivi di trekking (fino a 25 km al giorno) ad altitudini inaffrontabili senza un adeguato allenamento. Una vera e propria spedizione nella natura selvaggia con pernotto in tenda e cibo semplice preparato dalle guide con gli ingredienti disponibili.

Info: http://www.secretcompass.com/
© Barbara Lomonaco, pubblicato su La Nuova Ecologia nel febbraio 2013