Abbracciando gli alberi

Ghanerao, India. Ragazza Bishnoi

Ghanerao, India. Ragazza Bishnoi

Svegliarsi all’alba, essere umili, avere pazienza, non uccidere gli animali, non abbattere gli alberi. E non vestire di blu. Questi sono alcuni tra i 29 precetti, otto dei quali diretti alla conservazione della biodiversità e del benessere animale, seguiti da circa mezzo milione di Bishnoi (da bish: 20 e noi: 9), il popolo fedele alla religione fondata da Jambheshwar Bhagvan.

Nato nel 1451 in Rajasthan, lo stato più grande dell’India, Bhagvan è considerato uno dei precursori dei movimenti ambientalisti: 364 Bishnoi sacrificarono la loro vita 200 anni fa per proteggere, abbracciandoli, gli alberi della foresta di Khajarli, non lontano dall’attuale Jodhpur, il cui legno era richiesto per la costruzione del nuovo palazzo del maharajah. Salman Khan, una star di Bollywood, uccise nello stesso luogo due antilopi nel ’98 e per questo venne catturato e consegnato alla giustizia indiana che lo condannò a 5 anni di reclusione nel 2007.

Astemi e vegetariani, i Bishnoi praticano oggi un’agricoltura di sussistenza prestando particolare attenzione alla conservazione delle risorse idriche. Prevedono un solo raccolto durante la stagione dei monsoni e conservano l’acqua piovana, oltre alla vegetazione spontanea nata tra i campi, per proteggerli dall’erosione e provvedere al nutrimento degli animali.

Per incontrarli e condividere il loro stile di vita, bisogna raggiungerli da Nuova Delhi a ovest fino a Jaipur e da lì verso il deserto del Thar, tra i più caldi e popolosi del pianeta, una vasta area arida che si estende oltre il confine con il Pakistan dove festival e celebrazioni religiose consentono uno sguardo sulle antichissime tradizioni culturali dei popoli del “grande deserto indiano”.

© Barbara Lomonaco
Pubblicato su La Nuova Ecologia, dicembre 2013