Il lago di Pushkar. By LRBurdak [GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)], via Wikimedia Commons
Il lago di Pushkar. By LRBurdak [GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/)%5D, via Wikimedia Commons

Leggenda narra che da una lacrima di Brama, creatore dell’universo nella mitologia indù, o forse nel luogo dove si dice abbia gettato un fiore di loto, ebbe origine Pushkar. Il nome del lago e della città sacra all’induismo deriva da push, fiore, e kar, mano. Nel cuore arido del Rajasthan, lo stato più grande del paese, la città ospita l’unico dei suoi 400 luoghi di culto dedicato alla divinità.

E’ meta di pellegrinaggio per i fedeli di tutta l’India e nel mese di novembre accoglie centinaia di migliaia di ospiti molti dei quali giunti a dorso di dromedario in occasione del Pushkar Mela, o Pushkar Camel Fair. Il festival trasforma la pacifica cittadina di15mila abitanti, uno degli insediamenti più antichi del paese, in un mare tempestoso di umanità: giocolieri, ballerini, acrobati, incanto e incantatori, maghi e musicisti. Gli uomini competono per la barba più bella e più lunga, le donne per l’eleganza dei gioielli e degli abiti che indossano. I mammiferi sfilano in tutto il loro splendore, tela viva sulla quale i loro proprietari, abili artigiani, dipingono elaborati decori.

I pastori seminomadi del popolo Rabadi, viaggiano anche per settimane e centinaia di miglia portando con loro fino a 70 quadrupedi da vendere nel corso dei quattordici giorni di novembre, unica fonte di sostentamento in una regione povera di risorse. La fiera coincide con le celebrazioni religiose del Kartika Purnima, la notte di luna piena dell’ottavo mese del calendario lunare, durante la quale i pellegrini si immergono, purificandosi, attraverso le scale di accesso al lago. Che accoglie anche lo spettacolo di una moltitudine di piccole luci: migliaia di candele galleggianti ne trasformano l’aspetto nel respiro ondulante dell’acqua.

© Barbara Lomonaco, pubblicato su La Nuova Ecologia. Maggio 2015