Inghiottiti dalla montagna

Il monte Semeru o Mahemeru, “la grande montagna”, è la cima più alta di Giava (3676 metri), una delle isole maggiori dell’arcipelago indonesiano. E’ un vulcano attivo nato dalla caldera di uno più antico che insieme ad altri tre, al monte Bromo e all’area circostante prende il nome di parco nazionale Bromo Tengger Semeru, unica regione indonesiana a includere un deserto.

Questa terra aspra e affascinante ospita circa 90mila uomini e donne tengger, una minoranza induista nel paese prevalentemente musulmano. Ogni anno si riuniscono in occasione del festival Yadnya Kasada per il pellegrinaggio sul monte Bromo nel dodicesimo mese del calendario lunare induista (tra luglio e agosto). Venerano Sang Hyang Widhi Wasa e Mahadeva, il dio della montagna. La cerimonia dura un mese e deriva da un’antica leggenda secondo la quale gli dei del vulcano concessero alla principessa Roro Anteng e al suo sposo 24 figli purché il 25mo venisse donato loro in sacrificio. Nel giorno di luna piena del mese cerimoniale, al ritmo lento scandito dai tamburi tradizionali giavanesi, i fedeli si raccolgono attorno al tempio di Pura Luhur Poten prima di scalare la montagna insieme a 27 sciamani, uno per ogni villaggio. La cerimonia termina con l’offerta agli dei: frutta, riso, verdure, polli, pecore e anche denaro vengono “inghiottiti dal cratere” dove alcuni fedeli scendono a raccoglierli sfidando il pericolo.

Dopo aver attraversato “il mare di sabbia” e scalato il vulcano, Leopoldo Godosky, celebre pianista polacco statunitense, compose the Bromo Volcano and the Sand Sea at Daybreak, parte dell’opera Java Suite / Wine, Women and Song che dedicò al paesaggio, alla cultura e alla musica tradizionale giavanese, che ammirava.
© Barbara Lomonaco, pubblicato su La Nuova Ecologia. Febbraio 2016

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